lunedì 5 ottobre 2015

Come convalidare i titoli di studio italiani affinché siano riconosciuti in Brasile


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Titoli di studio universitari e post universitari:
 
Per convalidare un titolo di studio universitario o post-universitario è necessario: 
  • far legalizzare il proprio diploma presso l’Ufficio Territoriale del Governo (ex Prefettura) e in seguito presso il Consolato Generale del Brasile in Italia.
  • Una volta in Brasile, il documento dovrà essere tradotto da traduttore giurato. Per informazioni sui corsi di laurea in Brasile, consultare il Portale dell’INEP (Instituto Nacional de Estudos e Pesquisas Educacionais) http://www.inep.gov.br.


Per informazioni sui corsi di “post lauream” in Brasile, consultare il Portale del CAPES (Coordenação de Aperfeiçoamento de Pessoal de Nível Superior) dove si possono trovare dati su più di 3000 corsi http://www.capes.gov.br.

Osservazione. Il Consolato Generale del Brasile a Milano non è abilitato a emettere dichiarazioni di equipollenza di titoli di studio italiani, poiché, in virtù dell’autonomia universitaria vigente in Brasile e delle competenze della Segreteria dell’Educazione dello Stato, è prassi delle singole Università e Segreterie valutare, rispettivamente, l’eventuale equivalenza dei titoli di studio.
Per verificare che l’istituto di insegnamento abbia corsi simili o affini alla propria area, consultare l’elenco di istituti alla pagina web http://portal.mec.gov.br/sesu.

Ottenere il riconoscimento del titolo di studio da parte di un'università brasiliana
Questo ulteriore passaggio è richiesto nel caso, ad esempio, si voglia frequentare una specializzazione o un dottorato in Brasile, oppure per alcune professioni, come quella di medico, ingegnere, psicologo, in cui è necessaria l'iscrizione all'albo.
Il procedimento viene svolto dall'università pubblica dello stato brasiliano in cui si decide di stabilirsi (a volte è richiesto un "comprovante di residenza").
I documenti variano a seconda degli stati brasiliani, per cui il consiglio è di rivolgersi direttamente alla segreteria dell'università di riferimento. 
Solitamente, comunque i documenti richiesti sono: 

1) diploma di laurea e storico universitario (elenco di tutti gli esami superati - con votazione - e la durata del corso di laurea).
2) una scheda dell'università italiana (anche presa da internet)
4) copia autenticata della carta d'identità brasiliana (o del passaporto) e del CPF
5) comprovante di residenza

Il procedimento può durare anni e mesi, dipende dal tipo di laurea, dall'università brasiliana in cui si fa la richiesta e da quella di provenienza.

Ma può un laureato lavorare in Brasile senza passare per la convalida dell'università italiana?
Certo, se parliamo del mercato privato. 
Diverso è il discorso per le professioni che richiedono il riconoscimento delle università brasiliane (medico, psicologo, ingegnere per esempio) o nel caso di concorsi pubblici.

Per ulteriori informazioni rimando al gruppo LinkedIn "Italiani in Brasile"


giovedì 1 ottobre 2015

Gianfranco vende tutto e va a vivere in Brasile

La storia di un italiano che si è trasferito a 170 km da Salvador de Bahia

UDINE - Friulano “doc”, di Udine, 59 anni, è "fuggito” dall’Italia nel 2009 e oggi vive in Brasile, nello Stato di Bahia, in un minuscolo villaggio di ex pescatori chiamato Sitio do Conde, a 170 km da Salvador. Ha aperto un bed&breakfast davanti all’oceano e non rimpiange il Friuli, da cui se n’è andato anche se in Patria aveva un lavoro, perché, dice, «in quell’anno ho incominciato a capire che in Italia c’era qualcosa che non funzionava. Adesso lavoro sì, ma mi godo anche la vita, senza stress né tormenti».

Quella di Gianfranco è una scelta che sempre più friulani decidono di fare, perché stufi di vivere e lavorare in un Paese in recessione e fortemente burocratizzato. «Da allora la mia vita è cambiata profondamente, in tutti i sensi, anche culturalmente. Non rinnego le radici del mio Friuli ma non so se tornerò a Udine: forse lo farò da turista o forse solo per vedere se mi daranno uno straccio di pensione. Aspetto invece a Sitio do Conde tutti quelli che vorranno conoscere un pezzettino di Brasile quasi sconosciuto e genuino”.

Gli amici in visita gli portano grappa e frico
Ma il Friuli e gli amici di sempre? «Li porto nel mio cuore e, grazie a internet, il cordone ombelicale non si è mai spezzato! Quando vengono a trovarmi mi portano la grappa, la brovada, il vino dei colli, il frico.. insomma, tutto quello che mi ricorda il Friuli».

Vive meglio che in Italia
Sull’oceano a Gianfranco non manca niente: «vivo bene, molto meglio degli anni passati in Italia. Non mi interessa possedere un’auto; mi muovo con la mia bicicletta e, per le lunghe distanze, ci sono le corriere. Qui ho trovato la donna della mia vita, che mi ha aiutato tantissimo e che mi aiuta tuttora con la gestione della “pousada”, quando non fa l’infermiera al pronto soccorso del paese».

Prima di andarsene ha venduto tutto
Gianfranco è nato in Friuli e ha vissuto a Udine per 50 anni. «Ho lavorato per molto tempo come libero professionista , come tecnico progettista, nel settore termoidraulico, collaborando con studi tecnici e grosse realtà del mercato del condizionamento e del riscaldamento». Fino a quando, nel 2004, Gianfranco ha deciso di cambiare completamente settore: ha rilevato una trattoria, insieme al figlio, che è chef, a Feletto Umberto di Tavagnacco (Udine), il “Leon d’oro”. «Anche qui fu una scommessa con me stesso, ma già avevo programmato di cambiare vita e, soprattutto, cambiare Paese! Nel 2009, infatti, ho preso finalmente la decisione di dare un taglio a tutto, fare le valige e andarmene. È stato più facile raccontarlo che farlo, perché non sono un pensionato e non sono un ereditiero: insomma, non avevo reddito! Sono arrivato in Brasile con quei pochi soldi che ero riuscito a racimolare vendendo l’appartamento, l’automobile, la bicicletta e i mobili!».

Adesso lavora col turismo
Grazie alla sua conoscenza del posto, Gianfranco sapeva già cosa comprare: «Ho acquistato un’area di 4mila mq di fronte all’oceano, con una spiaggia ancora selvaggia; in una delle due struttura presenti in loco ho ricavato un bed and breakfast con 4 appartamentini che affitto ai turisti, sia stranieri che locali. Si lavora bene d’estate, cioè da dicembre a marzo, e l’autunno e l’inverno sono dedicati invece alle manutenzioni».

fonte: www.ilmattino.it

Nuova corsie per ciclisti fra quartieri di Pituba e Itaigara


Certo, sempre meglio di niente...
Nell'articolo sotto riportato in originale, Reginaldo racconta come nel suo tragitto di 30 min per andare a lavorare in bici, de stare molto attento....
Ma la speranza è che l'aumento di piste ciclabili, corsi riservate ecc non si fermi e porti, nei prossimi anni ad un cambiamento di mentalità dei brasiliani, verso un utilizzo sembre maggiore delle due ruote, non soltanto da parte di chi non ha altra scelta (perchè non ha i soldi per prendere l'autobus) e non solo per sport. Le belle piste ciclabili a fianco dell'oceano sono infatti invitanti per praticare sport, ma sono ancora troppo poche le piste ciclabili che collegano quartieri residenziali periferici al centro della città.



Transalvador cria 23 km de ciclorrotas em 20 ruas de Pituba e Itaigara

O superintendente Fabrizzio Müller explica que é uma sinalização sutil, mas que traz mais segurança para os ciclistas
Há 13 anos, o servente Reginaldo Ribeiro, 51, usa a bicicleta para fazer o trajeto entre sua casa, no Vale das Pedrinhas, e o prédio onde trabalha, na Pituba. Nos 30 minutos que leva para pedalar entre os dois locais, Reginaldo faz questão de estar sempre atento. “Depois de tantos anos andando de bicicleta, já peguei experiência, então fico sempre ligado para que não ocorra nenhum acidente”, diz. Além de atenção, o servente acredita que a instalação de sinalização adequada e uma maior conscientização por parte dos motoristas e ciclistas tornariam seu deslocamento mais tranquilo. “Se houvesse mais vias preferenciais sinalizadas e mais consciência por parte dos motoristas, as coisas ficariam bem melhores”, conta ele.



O porteiro Carlos Antônio Silva, 54, que também trabalha na Pituba, chegou a comprar uma bicicleta, mas desistiu de usar o transporte por conta da insegurança que sentia na bike. “Os ônibus me imprensavam na rua, então eu desisti de andar, preferi vender. Eles não davam preferência para quem está na bicicleta”, afirma ele. O chaveiro Breno Souza, 14 anos, que usa a bicicleta para chegar na casa dos clientes, também na Pituba, já se envolveu em acidentes no trânsito. “Acabei caindo algumas vezes porque faltava sinalização e respeito dos motoristas”, diz.



Reginaldo usa a bike para ir ao trabalho todos os dias. Ele defende nova sinalização e pede consciência
(Foto: Marina Silva)


Para garantir segurança aos ciclistas e conscientizar motoristas e motociclistas, a Transalvador anunciou esta semana que foram criados 23 km de ciclorrotas em 20 ruas nos bairros da Pituba e do Itaigara. Nessas faixas de trânsito, automóveis e bicicletas trafegam juntos, mas há placas de sinalização e pinturas no asfalto chamando atenção para o fluxo de ciclistas.

O superintendente Fabrizzio Müller explica que é uma sinalização sutil, mas que traz mais segurança para os ciclistas. “Ela é um indicação de caminho mais seguro ao ciclista. A gente coloca em vias secundárias, que têm velocidade menor. Conversamos muito com cicloativistas e eles gostam das ciclorrotas, se sentem mais seguros”, afirmou.

O economista Ricardo Correio, 45 anos, queria uma atividade ao ar livre e escolheu a bike para isso. Ele pedala todas as manhãs, e afirma que a sinalização vai fazê-lo sentir mais seguro. “Acredito que a sinalização vá melhorar a convivência entre motoristas e ciclistas”.

Müller acrescentou que as ciclorrotas fazem parte de um sistema maior, que pretende modificar, a longo prazo, a cultura no trânsito. “É uma cultura que estamos trazendo para a cidade, implementando um sistema cicloviário. Não posso dizer que vai haver um impacto imediato. É preciso que as pessoas utilizem mais (o sistema) no seu dia a dia. Estamos investindo para colher um transito melhor no futuro”.





Ricardo pedala sempre pelas manhãs. Agora vai ganhar em segurança
(Foto: Marina Silva)



As ruas com ciclorrotas sinalizadas são: Rua dos Maçons, Rua Engenheiro Adhemar Fontes, Final da Rua Aristides Fraga Lima, Rua Ana Beatriz Mascarenhas, Rua Anthenor Tupinambá, Rua Miguel Navarro y Canizares (lado oposto sentido Paulo VI), Rua Miguel Navarro y Canizares, Rua Carlos Paraguassu de Sá, Rua Juscelino Kubitschek, Rua Marechal Andrea, Rua Almirante Ernesto Melo Junior, Rua Artur de Sá Menezes, Rua dos Radialistas, Travessa Marechal Andrea, Travessa Sargento Astrolábio, Rua Almirante Paraguassu de Sá, Rua Wanderley Pinho, Rua Plínio Almeida, Rua Urbino Viana e Rua Yitzhak Rabin.A Transalvador garante que, até o fim deste ano, a cidade terá 70 km de ciclorrotas. Além da Pituba e Itaigara, Itapuã, Graça e Centro Histórico devem ser os próximos bairros a ter ciclorrotas.

Daniel Bagdev, da ONG Bike Anjo, elogia a iniciativa. “Muitos motoristas esquecem que a bike é veículo. Acredito que a solução é o compartilhamento e não a segregação. Os ciclistas e os motoristas precisam entender que tem espaço para os dois”, pondera.

QUEM É QUEM
CICLOVIA Espaço segregado para bicicletas, com separação física isolando os ciclistas dos demais veículos (mureta, meio fio, grade, blocos de concreto, etc). A maioria das ciclovias de orla de praia é exemplo. 
CICLOFAIXA É apenas uma faixa pintada no chão, sem separação física. Pode haver “olhos de gato”, como em faixas de ônibus. Indicada para vias onde o trânsito motorizado é menos veloz.
CICLORROTAS São vias em que carros e bicicletas trafegam juntos, com sinalização que informa com clareza a existência de fluxo de ciclistas nos locais.

fonte: www.correio24horas.com.br

martedì 24 marzo 2015

Disastri aerei: quali compagnie evitare?

Nonostante gli ormai numerosi viaggi intercontinentali, ogni volta che devo prenotare un volo sono sempre teso: la data e l'orario del viaggio potrebbero fare la differenza molto più di quanto pensi... 
Per cercare di tranquillizzarmi, ho cercato quali sono le compagnie aeree più sicure, ovvero quelli che, nella loro storia, hanno subito meno disastri aerei.
Per arrivare ad una vera e propria classifica, bisogna considerare il numero totale di voli di una compagnia aerea e il numero di incidenti aerei. Ecco quanto ho scoperto.
Linea aerea Voli (milioni) Incidenti fatali Incidente fatale piu' recente Rateo incidenti (sopra/sotto la media)
Aer Lingus 1.51 0 1968 -46%
Aeroflot Russian Airlines 2.24 2 2008 +131%
Air Europa 0.83 0 Nessuno -26%
Air France 7.28 5 2009 +80%
Alitalia 4.40 1 1990 -35%
Austrian Airlines 1.17 0 (1960) -36%
British Airways 6.19 0 (1976) -189%
British Midland 2.33 1 (1989) -31%
EasyJet 2.29 0 Nessuno -70%
Finnair 2.32 0 (1963) -71%
Iberia 4.52 1 (1985) -38%
Icelandair 0.62 0 (1951) -19%
JAT Yugoslavian Airways 0.57 0 (1973) -18%
KLM Royal Dutch Airlines 3.39 1 1994 -95%
Lufthansa Airlines 9.37 2 1993 -264%
Malev- Hungarian Airlines 0.78 0 (1977) -24%
RyanAir 2.85 0 Nessuno -87%
SAS Scandinavian Airlines 6.87 1 (2001) -110%
TAP Air Portugal 1.35 0 (1977) -41%
Transaero airlines 0.21 0 Nessuno -6%
Turkish Airlines 2.34 3 (2009) +103%
Ukraine Int. Airlines 0.19 0 Nessuno -6%
Virgin Atlantic Airlilnes 0.29 0 Nessuno -9%
fonte: http://planecrashinfo.com/rates.htm


Di seguito la classifica stilata dalla JACDAC sulla sicurezza dei voli, JACDEC ha pubblicato, quindi,  una relazione che prende in considerazione tutti gli incidenti che hanno coinvolto gli arei negli ultimi 30 anni di attività, in relazione all’indicatore dei passeggeri per chilometri. Le compagnie esaminate sono state 60.

Al primo posto la compagnia di bandiera finlandese, FINNAEIR.
Seconda posizione per AIR NEW ZEELAND che dal 1940, anno della sua nascita, non è stata coinvolta in nessun incidente aereo.
Terza posizione per la CATHAY PACIFIC, compagnia che opera dal 1945.
Quarta posizione per la compagnia EMIRATES che ha iniziato a volare il 25 ottobre 1985.
Quinto posto per ETIHAD, la compagnia fondata nel luglio del 2003 dallo Shaykh Khalifa bin Zayed Al Nahayan. Ha iniziato le attività nel novembre 2003
Sesta posizione per L’EVA AIR, una compagnia aerea di Taiwan che ha per hub l’aeroporto di Taipei-Taoyuan e basi l’aeroporto di Kaohsiung e l’aeroporto di Bangkok-Suvarnabhumi, in Thailandia.
Settimo posto per la TAP PORTUGAL: La compagnia portoghese è in attività dal 1946 e si è aggiudicata il settimo posto tra le compagnie più sicure del mondo.
Ottavo posto per L’HAINAN AIRLINES, una compagnia aerea cinese, con sede ad Haikou. Fondata il 18 ottobre 1989, è la più grande compagnia aerea privata della Cina. Il 1º dicembre 2011 alla compagnia è stata assegnato un rank di 5 stelle dalla società Skytrax, è la prima compagnia aerea cinese a ricevere questo riconoscimento; è anche segnalata come SKYTRAX Approved Airline
Nona posizione per la VIRGIN AUSTRALIA, Compagnia aerea in attività dal 2000. E’ la seconda compagnia aerea australiana. È di tipo low cost ed ha sede a Brisbane
Decima posizione per BRITISH AIRWAYS, compagnia in attività dal 1919.

E le low cost? In classifica anche EASYJET che rientra nelle prime 20 compagnie più sicure al mondo, posizionandosi al 17esimo posto mentre, RYANAIR è solo al 32esimo posto della classifica delle compagnie più sicure.
ALITALIA si trova invece al ventiduesimo posto nella classifica di JACDAC. Mediamente sicura insomma.

Quali invece le compagnie più pericolose?
PODIO  DEL TERRORE:
Nella classifica del centro studi  JACDAC il primo, e poco ambito, posto spetta a
CHINA AIRLINES, compagnia di Taiwan. Sotto l’egida di China Airlines sono morte 264 persone, le ultime dei quali ormai cinque anni fa. Numeri che, come nota Handelsblatt, trasmettono un segnale poco rassicurante a chi vorrebbe volare con questi aerei.
TAM AIRLINES, compagnia brasiliana, è sprofondata nella graduatoria della sicurezza nel 2007. Ora occupa il secondo posto per velivoli più pericolosi, una posizione da podio conquistata con il tragico incidente del 2007. Allora un Airbus A320 della TAM colpì un edificio dell’aeroporto di San Paolo, esplodendo successivamente e così causando circa 200 morti.
L’ultima piazza del podio del terrore spetta a AIR INDIA, che nel 2011 non fu più accolta nella Star Alliance guidata da Lufthansa. La compagnia indiana è nota per le sue difficoltà economiche, e l’ultimo incidente che ha coinvolto un suo velivolo si è verificato tre anni fa.
Al quarto e quinto posto chiudono questa ideale Top Five del terrore aereo due compagnie ancora una volta sudamericana ed asiatica.
La quarta più insicura è la brasiliana  GOL TRANSPORTES AÉREOS, fondata nel 2000 e vittima di un gravissime incidente nel 2006, dove morirono tutti i 154 passeggeri.
La quinta piazza spetta invece a KOREAN AIRLINES, che ha registrato ben nove incidenti negli ultimi 30 anni. Un numero piuttosto consistente, che però si è praticamente interrotto nell’ultimo decennio. 
Nella Top 10 invece c’è una compagnia americana, che chiude proprio al decimo posto tra le più insicure – la SKYWEST AIRLINES .
Le peggiori d’Europa?
Nella top ten delle peggiori in realtà  mancano aziende di provenienza europea. La peggior compagnia della Ue presente nella classifica di JACDAC  è la svedese SAS SCANDINAVIAN AIRLINES. Nel 2007 su verificarono ben tre guasti ai suoi  Bombardier Aerospace Q400, che provocarono l’uscita dalla flotta di questi velivoli. Da allora situazione tranquilla, per la felicità dei passeggeri scandinavi.
Tra le peggiori 20 c’è in diciannovesima posizione AIR FRANCE, che paga ancora il tragico incidente del 2009, quando morirono più di 200 persone in un volo da Rio verso Parigi.

Per gli appassionati del genere (si fa per dire), lascio il link di una pagina wikipedia con la lista di tutti gli incidenti aerei Lista_di_incidenti_aerei_per_numero_di_vittime
Insomma, a parte casi specifici, è difficile decidere in base a certi dati: continuo a pensare che il fattore casualità, dicesi "culo" conti davvero molto. Però TAP e AIR EUROPA, per quanto riguarda i voli ITALIA BRASILE restano le mie preferite.
 
A voi la scelta!

fonte: http://www.retenews24.it

domenica 22 marzo 2015

Un libro sul Brasile "nascosto"

Gli occhi scuri del samba, un libro nato dalle esperienze di volontariato a fianco dei senzatetto di Salvador de Bahia, esplorando luoghi nascosti e indagando sul senso della vita.
Gli occhi scuri del samba 
 Acquistabile sui principali negozi online e ordinabile in tutte le librerie:

Sinossi
Salvador, Bahia, Brasile, uno degli stereotipi del paradiso tropicale, meta di 400/500 mila turisti solo nel carnevale, chilometri di spiagge bianche, 365 chiese cattoliche, 3 milioni di abitanti, 5 mila che vivono in strada e circa 2000 morti per omicidio l'anno. A parlarcene è Marquinho, che "non conosce il proprio cognome, è nato e vive in strada", ma che proprio per questo sa l'odore vero di Salvador de Bahia, ne conosce l'intimo battito, che sente riecheggiare oltre il cartone consunto su cui dorme. Percosso dalla polizia, cacciato con gli idranti dalla nettezza urbana, guardato con paura e disprezzo dai più, Marquinho accompagna il lettore durante incontri con persone spesso ignorate, verso luoghi fuori dal circuito turistico, cercando di alzare il velo sulla condizione sua e dei tanti suoi compagni di strada; un viaggio attraverso persone, emozioni e visioni della vita che spingono il lettore a porsi interrogativi sulla propria esistenza, andando oltre i pregiudizi e le paure. Un viaggio dentro noi stessi, uno stimolo a vivere con maggiore consapevolezza.

venerdì 9 gennaio 2015

Trasporto pubblico a Salvador: buone idee per il futuro?

Speriamo bene!
Visto i tempi di realizzazione per 5 miseri chilometri di metropolitana, conclusa anche sotto la spinta dell'imminente coppa del mondo 2014, quando si leggono i bei progetti su treni veloci, autobus su corsie riservate e prolungamento della linea metropolitana, i dubbi vengono. Comunque, queste le tre linee di azione esposte in questi giorni, per diminuire il caos di Salvador.
1. BRT (Bus Rapid Transit)
È una linea veloce di autobus che dovrebbero utilizzare corsie riservate esclusivamente a questo tipo di trasporto. I risultati sono 2: decongestionamento delle strade riservate a tutti gli altri mezzi e rapidità nel collegare le fermate.
I lavori dovrebbero iniziare nel secondo semestre del 2015, con il collegamento della stazione Lapa con Iguatemi in un tempo di 16 minuti e dovrebbero durare 24 mesi. Si stima che l'afflusso giornaliero raggiungerebbe circa 34mila persone. Costo 1 milardo di Reais.


2. Prolungamento della linea della metropolitana attualmente esistente e realizzazione di una linea 2.
A marzo dovrebbe essere aperta la stazione Bom Juá (arrivando a 8,7km di metro), mentre a giugno Pirajá. Tanto per essere pignoli, vale la pena ricordare che la stazione Bom Juá doveva già essere funzionante.
Per adesso, la metropolitana di Salvador conta 7,3 km, collegando Lapa a Retiro.
Per quanto riguarda la linea 2 (Paralela-aeroporto) sarà pubblicata quest'anno la concessione dei lavori di inizio. La previsione (molto ottimista) è che sarà terminata nel 2017.

3. Realizzazione di un "Treno rapido" che colleghi Paripe e il cosìdetto Subúrbio ferroviario al Comércio.
La concessione per i lavori dovrebbe essere fatta entro il primo semestre del 2015. ma, si sa, per la periferia c'è sempre poca fretta...
Attualmente funziona un treno con cadenza di 40 minuti che collega paripe a Calçada. Si tratta di una vecchia linea, in parte recuperata dopo lavori prorogatisi per anni. Il biglietto costa 1 Real.

mercoledì 7 gennaio 2015

Salvador, Ribeira, una visita da fare


Una tranquilla gita nel quartiere Ribeira

 Ribeira: anticamente un quartiere in cui le famiglie ricche andavano durante l'estate, successivamente diventato quartiere di pescatori ed oggi uno dei pochi quartieri residenziali non contaminato da grandi ed anonimi grattacieli o centri commerciali.
Può essere una piacevole alternativa per chi cerca un po' di tranquillità, soprattutto durante la settimana. Non mancano i ristoranti a base di pesce fresco, un bel mercato del pesce sulla spiaggia, piste ciclabili, ampio marciapiede lungomare recentemente riasfaltato.
Il porto ospita diverse imbarcazioni anche antiche, che vengono recuperate e utilizzate per la pesca o il turismo, accanto a più moderni motoscafi.











con la bassa marea le imbarcazioni sembrano appisolarsi sulla soffice sabbia





Gasparito e Black Bird


la stazione marittima per prendere il traghetto che porta al quartiere Plataforma

un campo di campo di calcio e basket pubblico



Durante la bassa marea, molta gente raccoglie i frutti del mare

il mercato del pesce

ancora il mercato del pesce






i tavolini di un bar sotto un albero fiorito

ottimo posto per correre o andare in bicicletta








in rosso la pista ciclabile, sullo sfondo la famosa collina con la chiesa del Bomfim

tante piccole barchette di pescatori