giovedì 17 aprile 2014

Frescobol, lo sport da spiaggia brasiliano




Beleza! Agilidade!



Andando per le spiaggie brasiliane, può capitare di imbattersi in fanatici che giocano ad uno sport molto simile alle nostre "racchettone" italiane. La differenza sta nelle racchette e nelle palline. Le prime sono normalmente molto più professionali di quelle usate in italia. Le seconde sono simili alle palline da tennis, senza però il rivestimento. Il risultato è che il gioco risulta molto più veloce e forte. Quindi, appassionante.
Lo scopo di questo sport non è vincere l'avversario, ma collaborare con il compagno per mostrare il più bel gioco possibile, ossia mantenere la pallina più tempo possibile in aria, con scambi il più possibile forti e spettacolari.

Un po' di storia
Sembra che il frescobol nasca a Rio de Janeiro nel secondo dopoguerra.
L'etimologia del termina è incerta: per alcuni deriva dall'unione di fresco (che in porgtoghese ha lo stesso significato italiano) e bol (dall'inglese ball, palla, trascritto "alla brasiliana"). 

Oggi
Il frescobol è oggi praticato da persone di tutte le età e condizioni sociale, essendo un'ottima occasione per fare amicizia e sport.



Tuttavia il riconoscimento come vero e proprio sport ufficiale è una conquista iniziata solo recentemente, essendo da molti stato considerato un semplice hobby, soprattutto da chi non lo ha mai praticato.

Attualmente si svolgono diversi campionati nei vari stati brasiliani, ma i più attivi stanno cercando il riconoscimento ufficiale presso gli enti sportivi supremi per l'eventuale inserimento nelle olimpiadi. 

Non pensiate tuttavia che se giocate a racchettoni possiate far da subito bella figura anche in questo sport. I riflessi e il controllo della pallina richiedono ore di allenamento prima di poter giocare decentemente, così come la preparazione fisica, visto che spesso si gioca sotto un sole tropicale e la maggior parte giocare per diverse ore, cambiando il proprio compagno.

Dove giocare a Salvador de Bahia
Non mancano le spiagge per divertirsi con le racchette: dalla Ribeira, al Porto da Barra, dalla praia de Alleluia, a praia do Flamengo passando per Armaçao.

Soprattutto nel fine settimana non sarà difficile trovare giocatori. Vi consiglio però, se siete alle prime armi, di esercitarvi con chi ne sa quanto voi, altrimenti chi sa già giocare bene potrebbe annoiarvi presto a giocare con voi.

Se poi passate nella spiaggia della Ribeira (dove di solito sono io), fatevi sentire che sarò ben contento di farvi provare questo sport, se siete principianti. Se vi sentite già esperti, tanto meglio. Non mancheranno giocatori per voi.

Il materiale
Le palline migliori a detta di tutti sono le Penn, costano sui 12-15 Reais l'una. Al secondo posto le Dunlop, leggermente più economiche. Si trovano soprattutto azzurre e gialle; raramente rosa, verdi.

Le racchette possono essere di legno (più classiche, per molti più belle, ma meno resistenti al sale e all'acqua) e di fibra. Fate attenzione al peso, che deve essere adeguato al vostro braccio e considerate che una racchetta leggera vi favorirà gli attacchi, stancandovi meno, ma vi farà sforzare di più se avrete un compagno che ama mandarvi diverse bombe (in portoghese schiacciare si dice bater).

Per quanto riguarda le marche, fra quelle in legno leader è la Forzanes, splendide racchette anche molto belle. I prezzi vanno da 70 a 100 e più Reais.

In fibra le migliori sono le Crypton (da 110 Reais in su), ma ci sono anche le più economiche Evo, da 70 Reais a salire.


Iniziamo allora!


Qualche consiglio: non state giocando nè a tennis, nè a ping pong, nè a squash. Non state giocando contro un avversario, ma con e per il vostro compagno di gioco. Fondamentali sono i riflessi, l'agilità, la rapidità e la capacità di coordinamento con gesti fulminei. Le ginocchia devono essere leggermente piegate, per essere pronti e scattanti. Cercate di non usare solo il braccio, altrimenti vi stancherete presto e, alla lunga, potreste soffrire anche dolori. Sfruttate il vostro peso, il busto, le gambe.

Ogni giocatore ha il proprio stile e la propria altezza e lato preferito in cui ricevere la pallina: scoprirlo il prima possibile migliorerà l'intesa e il gioco.

Cercate poi di mandare la palline sempre nello stesso punto ottimale per il vostro compagno e progressivamente aumentate la velocità della pallina, restando sempre pronti ad eventuali recuperi difficili.

Normalmente ci si alterna nell'attacco e nella difesa, ma i più bravi riescono anche ad attaccare contemporaneamente all'altro.

Nel mondo
Sono presenti sui social network gruppi e persone che praticano questo sport ormai ovunque (tranne in Italia, dove gli adepti sono quei pochi che tornano dal Brasile ormai contagiati da questo sport): Inghilterra, Spagna, Cile. A Londra, per esempio, viene praticato nei bei parchi della città, sull'erba.

Insomma, niente scuse! Procuratevi racchette, palline e un amico/a e...via! Così potrete confrontarvi con i campioni brasiliani!


lunedì 14 aprile 2014

Qualcosa (forse) comincia a muoversi



Di solito non commento argomenti di politica, ma nel mio piccolo devo ammettere che sto vendendo dei cambiamenti in Salvador a seguito dell'elezione del prefeito ACM Neto. Molte sono cose "banali", ovvie, ma evidentemente nelle precedenti gestioni della città erano facoltative.

Asfalto
Una delle sue prime operazioni è stata la "tappa buchi": ha mandato in giro per la città alcune equipe per riempire le buche delle strade più malridotte. Qui nella cidade baixa, quartieri Ribeira, Massaranduba, Bomfim, Roma e vicinanze, le strade erano veramente pessime. Inizialmente sono state tappate le buche e il manto stradale di alcune strade principali (ad es. Caminho de Areia) è stato rifatto completamente

Discariche abusiva
In alcune strade vicino a casa mia, erano stati eletti dei posti dove venivano gettati quotidianamente ogni tipo di rifiuti: da vegetali ad animali (vi ho visto anche scarti di macelleria), mobili, calcinacci, ecc. Adesso sono stati rimossi completamente i rifiuti e passano periodicamente auto della prefeitura per controllare. 

Rimozione veicoli in sosta vietata
Diversi carri attrezzi percorrono la citta, soprattutto il lungomare e non fanno sconti agli automobilisti da sempre abituati a parcheggiare dove vogliono

Lotta ai venditori abusivi
Sono stati iscritti i venditori delle spiagge ai quali sono stati consegnati sedie ed ombrelloni uguali per tutti.
Resta da risolvere l'eterna questione delle barracas de praia, i chioschi che sono stati rimossi negli anni passati, senza essere stati sostituiti da altri a norma. Le spiagge di Salvador continuano a non avere chioschi attrezzati con cibo e bevande. Per la cerveja non c'é problema, ma per mangiare ci sono solo gli ambulanti



Multe per musica alta nelle auto
Questa mi ha veramente stupito, visto che il casino è insito nell'anima brasiliana. Addirittura vengono smontati e sequestrati gli impianti dalle auto!!!


Multa a chi viaggia senza casco
Sembra ovvio, ma non lo è. Sotto casa mia l'80-90% dei motociclisti continua a viaggiare senza casco e tantissimi pure senza luci di notte.

Esenzione imposta annuale sulle case con valore fino a 80 mila Reais

Salvador vai de bike e nuove corsie per bicicletta www.bikesalvador.com
Sono ormai decine le stazioni dove poter ritirare una bicicletta che potrà essere restituita in una qualsiasi stazione della città. 
Sono state inoltre realizzate corsie ad uso esclusivo delle bici nei quartieri Ribeira/Caminho de Areia, Av. 7 de setembro, Corredor da Vitória.

venerdì 11 aprile 2014

Libertà di manifestare vs rispetto di chi non centra nulla: eterno dilemma


Lunedì, mercoledì e venerdì di questa settimana gli impiegati del trasporto pubblico hanno protestato per non aver ancora ricevuto il bonus relativo al periodo del carnevale.

Venerdì, ne hanno approfittato anche i venditori ambulanti sulla BR-324, i quali protestano contro il divieto di vendere nell'area del casello "(auto)stradale" della Polizia federale rodoviaria. Già che c'erano, gli abitanti del quartiere Pirajá, si sono uniti ai rodoviarios ed hanno bruciato un po' di oggetti in strada, aumentando il caos.

Infine, nel Corredor da Vitória una fila di auto causata da una ventina di ragazzi della residenza dell'università federale UFBA, che occupavano una corsia per protestare contro la mancanza di manutenzione dello stabile... 
Certo che, in simili situazioni, passare quelle file di automobilisti inferociti e inevitabilmente piantati in mezzo al suono dei clacson non ha prezzo!

Mah, certo non saranno mai scioperi come quelli dei bancari, che oltretutto guadagnano pure bene...



TRÂNSITO
Rodoviários fazem protestos em Pirajá e Mussurunga e ambulantes fecham BR-324

Enquanto os rodoviários bloquearam a saída de coletivos nas estações Pirajá e Mussurunga, trabalhadores ambulantes foram para a BR-324 fechar a rodovia





Trânsito congestionado na BR-324, sentido Salvador na manhã desta sexta (11) (Foto: Anderson Basílio via Whatsapp)


Três principais áreas de grande fluxo de veículos ficaram comprometidas por conta de protestos na manhã desta sexta-feira (11), em Salvador. Enquanto os rodoviários bloquearam a saída de coletivos nas estações Pirajá, Lapa e Mussurunga, os trabalhadores ambulantes foram para a BR-324 fechar a rodovia no sentido Feira de Santana.

Ambos os protestos começaram por volta das 6h. Em Pirajá, Lapa Mussurunga, os rodoviários impediram a saída dos ônibus mais uma vez, como vêm fazendo durante toda a semana. Na sexta-feira passada, dia 4, os rodoviários também impediram a saída de ônibus da Estação Pirajá. Já na última segunda-feira (7), os trabalhadores da categoria pararam o trânsito na Estação Mussurunga. Na quarta-feira (9), o protesto foi realizado no final de linha da Ribeira.




Rodoviários também protestaram na última segunda-feira na Estação Mussurunga (Foto: Betto Jr.)


fonte: www.correio24horas.com.br

mercoledì 9 aprile 2014

Metropolitana di Salvador, nuovi test. Sarà la volta buona?

Forse solo la coppa può fare il miracolo.. mah, certo una misera linea di qualche chilometro non ci cambierà la vita...

Novos testes são feitos nos trens do metrô

Um novo teste no metrô de Salvador foi realizado na manhã desta quarta-feira (9) pela concessionária CCR Metrô Bahia. O objetivo é garantir o funcionamento perfeito da Linha 1 em junho de 2014, data da viagem inaugural da Operação Assistida.

Os testes verificaram os sistemas de tração e frenagem do trem, além da análise dos gabaritos das estações e dos túneis. De acordo com a assessoria da concessionária, os testes foram executados com sucesso.

Um trem com quatro carros circulou, pela primeira vez, por toda a extensão da linha, da Estação Acesso Norte à Estação Lapa, seguindo em uma direção pela Via 1 e, na direção contrária, pela Via 2.


Foto: Divulgação







giovedì 3 aprile 2014

L'uso di sostanze chimiche nell'agricoltura in Brasile: una riflessione sull'agricoltura sostenibile

Nel 2008 il Brasile è stato il Paese al mondo che ha maggiormente utilizzato sostante chimiche (fertilizzanti e pesticidi). Attualmente è sempre fra i Paesi al mondo che più ne fanno uso, con conseguenze non positive per la salute di chi ci abita.
In sostanza, dal 1992 al 2010 il consumo di tali sostanze è raddoppiato, passando dai 70 kg per ettaro, ai 150 kg per ettaro, con una piccola flessione fra il 2008 e il 2009 a causa della crisi globale.
Tra i fertilizzanti più utilizzati ci sono il potassio, fosforo e l'azoto.
I problemi di tale uso intensivo non derivano solamente dal consumo di prodotti agricoli, ma anche dall'inquinamento delle falde acquifere.
Lo stato con il più alto utilizzo di sostanze chimiche è Rio de Janeiro, con 11 kg/ha, seguito da San Paolo con 7 kg/ha.

La questione è molto più complessa di quanto si creda e non riguarda certo il solo Brasile. Esistono diversi movimenti e personalità nel mondo che da anni sostengono come la monocoltura (ovvero la coltivazione di una sola specie in grandi appezzamenti di terreno), l'agricoltura moderna, le sementi OGM al posto di quelle tradizionali stiano impoverendo sempre più il terreno, che, se non fosse per l'uso della chimica, sarebbe totalmente improduttivo. Oltre a costringere i piccoli agricoltori ad indebitarsi per comprare le sementi ibride, spacciate come più produttive, ma spesso non adatte a certi territori come lo erano le specie autoctone. 
Emblematico il caso del riso in India: da migliaia di specie alle 5 attuali.
E' l'industria chimica (leggi "multinazionali") che determina le specie da coltivare, senza pensare minimamente alla preservazione delle specie vegetali e ai batteri che naturalmente arricchiscono il terreno, ma vengono uccisi dalla chimica.
Ma senza la chimica sarebbe possibile ottenere i rendimenti attuali?
Il dibattito è aperto e difficilmente risolvibile, visti gli enormi interessi in gioco.
Vorrei qui stimolare alla riflessione attraverso la visione di questi 2 film-documentari illuminanti

Soluzioni locali per un disordine globale è della francese Coline Serreau, che intervista personalità come Vandana Shiva, Pierre Rabhi, Lydia e Claude Bourguignon, il Movimento Lavoratori Senza terra, Kokopelli, M. Antoniets, Ana Pradeshi, Philippe Desbrosses, Joao Pedro Stedile, Serge Latouche, Devinder Sharma, Laurent Marbot, ecc. “Con questo film, mostro che ci sono in tutto il mondo, persone che, senza saperlo, fanno la stessa cosa, che hanno la stessa filosofia di vita e le usano le stesse pratiche con la Madre Terra".

Terra madre è invece una produzione italiana diretta da Ermanno Olmi, nell'ambito della seconda edizione di Terra Madre, un progetto concepito da Slow Food (movimento fondato nel 1986 da Carlo Petrini), per dare voce e visibilità a contadini, allevatori e pescatori di tutto il mondo che vogliono rivendicare il diritto a una produttività sostenibile in difesa delle identità e dei prodotti locali.

fonte www.g1.globo.com

mercoledì 2 aprile 2014

Libertà... quale? di fare? di essere?

Da un colloquio con un fratello ferito. "Cristo ci ha liberati per la libertà!" (Gl 5, 1)  

Ma dobbiamo precisare di che libertà stiamo parlando. Ogni persona ha il proprio concetto di libertà, nei confronti di sé stessa e nei confronti degli altri; e non sempre vediamo gli altri con gli stessi occhi e metri di giudizio che applichiamo a noi stessi. Per pigrizia, per mancanza di obiettività, per vergogna.
Ho conosciuto poche persone veramente libere. Magari, molti lo sembrano. Ma quando ci parli... mica tanto.
Martino ha 56 anni, è arrivato in comunità da una settimana, "buttato qui", dice "dal centro recupero malattie psico-fisiche". 
Dai suoi occhi traspare tanta delusione, tristezza nei confronti della vita e "di non essere stato al passo con i tempi", dice lui, intendendo il non aver frequentato corsi professionalizzanti per poter avere, ora che non è più giovane, un lavoro vero ed una pensione in cui sperare.
La bottiglia di alcool puro, cachaça come si chiama qui, è stata la sua compagna inseparabile;  e così gelosa da ottenere che lasciasse casa e famiglia per lei. 
Non sa neanche dove stanno i suoi figli; che sappia, ha 2 nipoti che ha conosciuto, più altri 3 mai incontrati. Della moglie o compagna, manco parla.
Ma lei, la cachaça, lo ha tradito: lo ha preso quando era giovane, in salute, pieno di vitalità e lo la buttato in strada a 54 anni, con una salute e un aspetto da 65enne, senza un quattrino e, soprattutto, senza speranza e fiducia negli uomini per quante ne ha viste in strada.
Per fortuna, però, la droga, dice, non lo ha mai interessato: "Non so il perché. So solo che non ci ho mai pensato, neanche quando la usavano vicino a me. Ma per la cachaça...ah!, quanto mi sono umiliato a chiedere l'elemosina! E io ero uno di quelli che insisteva, eh!".
Cerca di avere pazienza, fratello mio.
"Ah, tranquillo! La pazienza non mi manca... adesso! Non recriminerà con Dio come ha fatto Giobbe alla fine, perché Dio mia ha dato tante possibilità nella vita. Io mi sono rovinato da solo. Ho sempre voluto fare di testa mia. Ma, a un certo punto della mia vita, quello che facevo non era il più il bene per la mia vita, ma il male. Come se volessi farmi del male. E, per strada, tutti ti tirano sempre più giù nel tunnel senza fine".
Coraggio fratello, cerca di vedere almeno in comunità che un po' di amore, in questo mondo, ancora c'è.



mercoledì 26 marzo 2014

Vivere altrimenti parte 1: il progetto di Cristiano



Perché la vera rivoluzione parte dallo spirito

sogno1
Incontro Cristiano nel mese di Novembre del 2012 a Salvador; all'inizio non ci riconosciamo come italiani, poi chiaramente il sotaque, l'accento svela la nostra nazionalità comune, seppure con le diverse cadenze regionali, del veneto lui, della toscana io.
Cristiano ha 30 anni, e, fino a qualche anno fa, conduceva una vita tranquilla in Italia: un lavoro in una struttura sanitaria come operatore socio-sanitario, amici con cui uscire per divertirsi e non pensare a nulla... Ed un vuoto sempre più grande, che troverà nella fede il suo naturale punto di arrivo e pure di partenza per una nuova vita. 
Gli amici non lo capivano più e pian piano si è allontanato da chi non riteneva interessante parlare di bibbia, spiriti e teologia. 
Suo fratello lo accompagna in questo viaggio spirituale nel cristianesimo spiritista e, insieme, decidono di partire per il Brasile e vedere il da farsi, con il desiderio già in fase di maturazione di vivere lì e realizzare qualcosa che possa aiutare gli altri, non solo materialmente, ma, soprattutto spiritualmente.
Arriva così in Brasile e non si ferma ai luoghi turistici: va oltre l'apparenza, le cartoline e le comodità, fino ad arrivare nella Chapada Diamantina, regione interna nello stato di Bahia, a circa 400 km dalla capitale.
Paesaggi sconfinati, verde a perdita d'occhio, anche perché là c'è una grande riserva naturale.
La terra è fertile, la gente semplice e non si lamenta certo se non ha l'acqua in casa o se non ha l'automobile o se le strade sono sterrate e impercorribili quando piove forte, causa fango.
Qui Cris trova il luogo ideale per realizzare il suo progetto: con suo fratello acquista un bel terreno, a circa 15 km dal vicino paesino, a circa 500 km sul livello del mare. Il suo obiettivo è quello di realizzare un centro per il recupero di dipendenti da sostanze chimiche o alcool, integrando a questo la permacoltura, un metodo che non si limita ad un modo di coltivare la terra ma è una vera e propria progettazione del paesaggio in modo da rispettare l'ecosistema naturale e al tempo stesso soddisfare i bisogni umani. Economicamente, il progetto sarà mantenuto da un ristorante-hotel sulla confinante strada di grande percorrenza.
Dal punto di vista agricolo, l'esempio che il nostro amico seguirà sarà l'agricoltura naturale o del non fare di Fukuoka, rivoluzionaria per molti aspetti, ma già applicata con successo in diverse parti del mondo (interessanti al riguardo i siti italiani http://www.autosufficienza.com/ e http://www.permacultura.it).
Il tempo darà il suo resoconto, ma certo fa bene vedere persone che mettono in gioco praticamente tutto per un qualcosa che non ha niente a che vedere con il ritorno economico. 
Io e Cris, pur nelle differenti idee "teologiche" concordiamo che la vera rivoluzione è quella spirituale e la crisi italiana è prima di tutto spirituale.